about homevideo

Homevideo is an occasional gathering of artists, filmmakers, critics, curators, and friends to present, screen and discuss  film, video and related practices. It seeks to expand on discussions introduced by the cinema or art gallery and explore the potential of domestic space. Based in Rome, Italy, it is hosted by neighbors Wolfgang Berkowski, Sarra Brill, Eleonora Chiari, Adrienne Drake, Rossana Miele and Caterina Riva. Past appointments have included Asad Raza, Alia Raza, Sarra Brill, Wolfgang Berkowski, Eleonora Chiari, Manuel Saiz, Jochen Lempert, William Cobbing, Vincenzo Mistretta, Piero Pala, Via Lewandosky, Chirstiane Blattmann, Jannis Marwitz, Dieter Froese, Dan Oki and Saul Melman. For more info: info@openvideoprojects.org

homevideo #9 – June 2, 2015
Saul Melman

Central Governor, 2010. Gold Leaf, Salt and Saliva. Long Term Installation MoMAPS1. Queens, New York.

Il lavoro di Saul Melman coinvolge il corpo integrandone le manifestazioni tattili e concettuali. L’artista crea ambienti immersivi, sculture e fotografie, realizzate attraverso la prospettiva della performance. Parallelamente alla sua pratica d’artista, Melman lavora come medico al Pronto Soccorso, un’ esperienza che diviene materia di esplorazione della sua ricerca estetica. Il suo lavoro è stato esposto in numerose gallerie e musei tra gli Stati Uniti e l’Europa, fra cui Whitney Museum of American Art, l’Aldrich Contemporary Art Museum, il Socrates Sculpture Park, inoltre, il MoMAPS1 ospita un’installazione permanente. Saul vive e lavora a Brooklyn, NY.  www.saulmelman.com

Saul Melman’s work integrates tactile and conceptual manifestations of the body. He creates immersive environments, sculpture and photography all executed through the lens of performance. Parallel to his practice as an artist, Melman works and an Emergency Room physician, where the charged interactions he experiences inform his exploration of aesthetic dialogue. His work has been shown throughout the United States and Europe in galleries and museums including the Whitney Museum of American Art, the Aldrich Contemporary Art Museum, Socrates Sculpture Park and a long-term installation at MoMAPS1. Saul lives in Brooklyn, New York.  www.saulmelman.com

homevideo #8 – January 24, 2013
Dan Oki

Dan Oki (Slobodan Jokic, 1965, Zadar) is a visual artist and film author. In his work, he uses the media of film and video, installation, computer arts and the Internet. His works are based on the process of researching personal, visual, and narrative contents; the variety of media which they demand and the modalities of their presentation. As a producer, writer and director he made three feature films:Oxygen4The Performance e The Dark. He belongs to the generation of artists who, in the 1990s, worked on cinematographic databases, interactive video, CD-ROMs, web art and computer animation. His works are part of renowned Croatian and International Collections of media art. He has presented his films and gallery-articulated works at festivals and galleries in Europe, North and South America, and Asia. He is a Professor at the University of Split and the University of Zagreb.  He lives and works between Split and Amsterdam.

 

Dan Oki (Slobodan Jokic, 1965, Zara) è un artista e filmmaker. Utilizza film, video, installazione, computer art, e Internet. Il suo lavoro è basato sulla ricerca personale, visuale, e di narrazione, che richiede una varietà di media e differenti modalità di presentazione. Come produttore, scrittore e regista, ha realizzato tre lungometraggi: Oxygen4The Performance e The Dark. Appartiene alla generazione di artisti che hanno lavorato negli anni ’90 sui database cinematografici, video interattivi, CD-Roms, web art e animazione al computer. Le sue opere sono nelle più importanti collezioni di media art croate ed internazionali. Il suo lavoro è stato presentato nei festival di cinema e gallerie in Europa, Nord e Sud America ed Asia. Attualmente insegna come Professore  alla Università di Spalato e Università di Zagabria. Vive e lavora tra Spalato ed Amsterdam.

homevideo #7 – April 24, 2012
Christiane Blattmann and Jannis Marwitz
present Dieter Froese 


Dieter FroeseMike makes a few calls

“I’m sitting here in the garden and trying to make a piece.
Hence the question arises: how do I start?
Whereupon should I set my camera while I’m talking?”

“Ich sitz jetzt hier im Garten und versuche ein Stück zu machen.
Da ergibt sich die Frage: womit fang ich an?
Worauf soll ich meine Kamera einstellen, während ich spreche?”

Dieter Froese Failure Piece #2,  The Piece in the Country

Program:

Endings
Failure Pieces, The Review
Mike Makes a Few Calls
Hearsay – Leonardo
Hearsay – Shafrazi

homevideo #6 – January 21, 2012
Via Lewandowsky 

 For Via Lewandowsky’s home video appointment, the artist takes a chronological look at his practice, with works ranging from sculpture to large-scale, multi-room exhibitions. Using a collaborative performance-video as a starting point, Lewandowsky underlines the tendency of action in his installation work.


Das Hotel, 2005 


 In every catastrophe, in every misfortune lies an inadvertent creative act that can be said to possess a negative aesthetic. Concepts such as failure, misunderstanding or casualty can be examined with regard to their positive aspects. To do so gives rise to works that demonstrate the beauty in ugliness, the humour in tragedy, and the constructive aspects of deconstruction. A shift of meaning imbues all that is banal, heroic and inoperable with a new, alternative nuance. A methodology of disappearance, misunderstanding and reversal is applied to turn everyday materials into objects, sculptures and spaces. Foreign, unknown or irrational factors surface in that which initially appears usual and familiar. Considered as critical reflections, many of Lewandowsky’s artworks are situational commentaries, prologues on past events and subversive instruction manuals for everyday occurrences. 

(http://www.andraekaufmann.com/)

homevideo #5 – October 22, 2010
Vincenzo Mistretta 

ZigZag, 2006
16mm, sewing machine, thread, 6′

 

homevideo #4 – April 18, 2010
Piero Pala presents found footage

Termine di derivazione surrealista che ha un antecedente nel l’object trouvé con il quale si designano i film realizzati attraverso del materiale preesistente di diversa provenienza, sia in pellicola sia in video, principalmente di fiction ma anche materiali di documentazione varia rielaborati seguendo differenti tecniche e presupposti formali per raggiungere i più disparati obiettivi artistici. Il cineasta si appropria dei lavori audiovisivi altrui modificandone il loro originario statuto e la logica formale giustapponendo i differenti o meno film/documenti recuperati.L’autore avrà cura di scegliere accuratamente i fotogrammi, una sequenza specifica o l’intero materiale filmico per riscrivere e ricreare ex-novo un senso, un inaspettato significato e per fornire una ulteriore chiave di lettura al materiale cinematografico preesistente. Pratica ecologica quindi di prelevamento e recupero, strategia economica e anche strumento dichiaratamente critico se non in alcuni casi politico. 

-Piero Pala, Nero magazine N° 3 Gen-Feb 2005


Silvio e Vittorio Loffredo
■ LE COURT BOUILLON (2 ème et 4 ème partie)■ 1964, 8mm su DVD, b/n, 30’

 

 I fratelli Loffredo realizzarono la serie di film collage Le Court Bouillon sin dal 1952 a partire da differenti materiali in pellicola (pubblicità televisiva, film erotici, cartoni animati) acquistati al mercato delle pulci. 


Gruppo ‘70 – Antonio Bueno, Lucia Marcucci, Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti
■ VOLERA’ NEL ’70 ■ 1965, 16mm on DVD, black and white and color film, sound, 7’

La “Cinepoesia” e le tecniche del montaggio non-lineari.
“Cinepoetry” and the techniques of non-linear montage.

Il cinema offre un linguaggio nuovo, la cui grammatica ci è ancora quasi sconosciuta. Alcuni, fra i vari esperimenti di “nuovo cinema”, tendono ad operare verso la ricerca di questa grammatica: in questo ordine di idee e attraverso un nuovo metodo strutturale che chiameremo “non lineare”, con un’operazione che attinge all’esperienza di più arti maggiori e minori (pittura, poesia, teatro, musica, grafica, pubblicitaria, giornalismo), alcuni membri del Gruppo ‘70, hanno portato a termine un lavoro di equipe da loro chiamato cinepoesia, di significato ideologicamente “di opposizione” e ironizzante tutte le forme alienanti dell’attuale società di massa. Partendo dal presupposto che nella nostra civiltà la “linea” è ritenuta fondamentale, cioè tutte le nostre espressioni appaiono ordinate liberamente, ci siamo rivolti una serie di domande: la linea è veramente presente nella realtà? E se è presente potrebbe essere superata? Si potrebbe tentare di descrivere qualcosa senza una continuità di tempo spazio? Potrebbe ciò essere sperimentato nel linguaggio filmico? In risposta a questi quesiti la cinepoesia, autori: A. Bueno, L. Marcucci, E. Piccini, L. Pignotti.

In essa è stata usata una tecnica particolare di montaggio per una struttura non lineare; servendosi di spezzoni di pellicole in bianco e nero a colori, di varia provenienza (cinegiornali, film comici, documentari, film di guerra, film rosa, provini, ecc.) e destinazione (politica, informativa, sociologica, comica, di puro divertimento, ecc.) e operando sulle possibili combinazioni di tali spezzoni, è stato ottenuto un insieme filmico che in ultima analisi risulta una ri-creazione di linguaggio e uno spettacolo che a ragione è stato definito “insolito”.

Infatti noi abbiamo tentato di rendere cinematograficamente certe concomitanze che in realtà esistono collegate ma non linearmente: la vita offre continue associazioni non lineari (chiamandole associazioni di emozioni), che poi il “narratore” associa invece linearmente. Il cinema ha preso in prestito il romanzo, la narrazione ottocentesca in cui gli avvenimenti sono collegati e ordinati dall’autore secondo uno schema o catena lineare. Nella cinepoesia certe scene d’amore e di guerra, il sacro e il profano, il tragico e il comico, il divertente e l’impegnato, i titoli di programmazione e le interviste si susseguono in una struttura del tutto aliena dalla narrazione lineare, tendente a contestare la tradizione filmica e infine ad operare verso la ricerca di una nuova grammatica del linguaggio cinematografico. (Lucia Marcucci) 


A.A.V.V. ROBIN HOOD, L’INVINCIBILE ARCIERE, ????, S8 su Mini DV, col, sonoro, 20’

Robin aiuta una coppia di amanti ad unirsi in matrimonio contrastando un perfido barone che trama affinchè ciò non avvenga. Questo lavoro fu realizzato usando la tecnica situazionista del détournement, trasformando un film d’avventura italo/ francese in una citazione cripto marxista della classe lavoratrice.

homevideo #3 – February 7, 2010
William Cobbing 


Excavation, 
2004
video, loop, variable length


Demoltion, 2004
video, loop, variable length


Driving
, 2004
video, color, sound


The Kiss,
2004
video, color, sound


Earth Printer,

video, loop, variable length


Eating My Teeth,
2002-2004

video, loop, variable length


Gradiva Project
, 2006
video, loop, variable length


Moon Walker
1, 2009
video, loop, variable length

 

homevideo #2 – December 13, 2009
Manuel Saiz :: Jochen Lempert 

Manuel Saiz presents a selection of video works which have been produced during his tenure in Rome as well as older works which explore gesture as an alternative to language.

Sic Transit, 2009
HD, 5′



Circular, 2008
HD Cam, 2′


Parallel Paradises (Ecuador), 2007
HDV, 8′


Parallel Paradises (Japan), 2006
HD video, 4′


Parallel Universes Meet at Infinity, 
2004
video composite of 2 channel video installation,
DVcam, 
 12′

Jochen Lempert shares a selection of works which he made as part of  Schemzdahin – a super-8 filmmaking collective made up of Jochen Lempert, Jurgen Reble and Jochen Muller.


15 TAGE FIEBER, 1989
Super 8mm film transfer to DVD, 15′

STADT IN FLAMMEN, 1984
Super 8mm transfer to DVD, 5′

 

homevideo #1 – April 26, 2009
Wolfgang Berkowski :: Sarra Brill :: goldiechiari
Alia Raza :: Asad Raza 
 

 

Wolfgang Berkowski

veduta 0:0, 2006
mini-dv, 25′

Sarra Brill

untitled (Netwerk), 2006
mini-dv, 5′

untitled (Row), 2008
super8 transfered to video, 5′


goldiechiari


Dump Queen, 2008
Video dvd, 5′


Cosmic Love, 2008
video dvd, 5’15″

Alia Raza

Untitled (Terrace to mirror), 2009
Single channel standard definition digital video, 4′

Hypnotic Cascade 5 , 2008
(from the series The Fragile White Blossoms Emit A Hypnotic Cascade Of Tropical Perfume Whose Sweet Heady Odor Leaves Its Victim Intoxicated)
Two-channel standard definition digital video, 28′

Asad Raza

No Truth in Your Eyes, 2009
music by David Kitt
DV,  4’59”